Pasquale Pistorio – La mia esperienza in STMicroelettronics lunedì 22 giugno alle ore 21:00

L’imprenditore della California d’Italia, come hanno soprannominato Pasquale Pistorio, nasce ad Agira in Sicilia e si laurea al Politecnico di Torino e il giovane ingegnere elettronico attraversa l’Atlantico diretto alla Motorola dove nel giro di quattro anni diventa direttore marketing per l’Europa e poi scala su fino ai vertici della corporation. Dopo 17 anni in Motorola, Pistorio ritorna in Italia e nel 1980 prende le redini della SGS, una società posseduta dallo Stato (controllata IRI) che versava in situazione disastrosa. Inanellava bilanci con perdite tra il 20 e il 50% del fatturato. Regolarmente ripianate dai soldi dei contribuenti. Pistorio non solo riporta l’azienda in utile, la fa crescere aprendo impianti in Europa, Stati Uniti e Asia, per entrare nell’olimpo dei primi 10 produttori di chip e celebra il merger con l’azienda francese Thomson Microelectronics, da cui nasce STMicroelectronics da lui guidata fino al 2005.

Se il talento gestionale dell’ingegner siciliano è noto, meno lo è il suo lato eco-evangelista precursore dei seguaci di Greta. Già nel 1993 aveva convertito il gruppo a pratiche ambientalmente sostenibili. La soddisfazione è che il testimone è stato raccolto: STMicroeletronics ha annunciato per il 2025 il raggiungimento della neutralità carbonica per l’intero gruppo.

Inarrestabile, quando lascia la gestione dell’azienda, Pasquale Pistorio fonda un’organizzazione no-profit che opera per migliorare l’istruzione dei bambini nel Burkina Faso, Thailandia, Cambogia e Marocco. Anche in questo caso fa emergere il suo talento di manager. “Piccoli interventi, si schernisce, la nostra differenza sono i numeri: la nostra fondazione non ha praticamente costi che vanno nella struttura. Spendiamo solo il 3% dei fondi per far funzionare il progetto e tutto il resto va a chi ne ha bisogno”.

“A stare in pensione mi annoio”

Pasquale Pistorio è conosciuto come l’imprenditore della California d’Italia. Nasce in Sicilia, si laurea a Torino ma la sua carriera inizia oltre l’Atlantico nella Motorola e dopo 17 anni decide di tornare in Italia, per prendere le redini di SGS una società controllata dall’IRI che versava in una situazione disastrosa, riportava tra il 20 e il 50% del fatturato come perdite ripianate dai soldi dei contribuenti.

“Nel 1980 tutta l’industria dei semiconduttori era in forte difficoltà” ricorda Pistorio che nel corso della sua vita ha individuato quali siano i compiti che un leader debba affrontare: creare la visione, costruire la squadra, installare la cultura, impostare la roadmap e guidare l’esecuzione. La squadra è quella che esegue le cose e la cultura è il sistema unificante.

La visione invece, per SGS, era quella di diventare profitable e valuable ed aggredire il mercato americano in cui non si aveva una adeguata rappresentanza.

La cultura, per il manager siciliano, è sintetizzabile in: integrità, dedizione, sensibilità ai costi e responsabilità sociale. I manager possono sbagliare ma non possono essere acconsentite deviazioni alla cultura.

Sicuramente l’arrivo di Pistorio è stato un fulmine a ciel sereno, notevoli sono stati i cambiamenti a partire dalla valutazione dei livelli dirigenziali.

Dopo una serie di colloqui durati 3 settimane, Pistorio inizia a conoscere meglio la SGS e decide di licenziare 20 dirigenti che, secondo il suo punto di vista, non erano idonei a ridurre il risanamento aziendale previsto.

L’assenteismo è stato un altro problema che il manager ha dovuto subito affrontare appena insediato, in SGS le percentuali erano dell’ordine del 17% mentre in Motorola (America) si aggiravano intorno al 4%.

Con l’ausilio del capo del personale, furono individuate le persone più recidive e più propense ad assentarsi negli ultimi anni e licenziate. Innumerevoli proteste e scioperi condotti dalle rappresentanze sindacali seguirono quella scelta ma nel giro di poco tempo la percentuale di assenteismo è scesa al 5%, del tutto fisiologico per un gruppo della grandezza di SGS.

Nei mesi successivi iniziarono delle opere di ristrutturazione degli organici razionalizzando il portafoglio prodotto, processo che progredì molto velocemente e circa 2 anni dopo l’SGS raggiunge il suo primo profitto. Successivamente Pistorio portò all’integrazione con l’azienda francese di semiconduttori Thomson, dando così origine alla SGS-Thomson Microelectronics (più nota come STMicroelectronics) con un fatturato congiunto di 800 milioni di dollari ma con grosse sfide.

Le analisi davano per spacciata la nuova società ma nonostante tutto, non si lasciò scoraggiare e il processo di risanamento procedette molto velocemente indirizzato anche dai vincoli degli azionisti quale per esempio una gestione completamente paritetica tra la componente Italiana e quella francese.

Per crescere ulteriormente, nei periodi successivi alla fusione, è stata richiesta una ricapitalizzazione agli azionisti di 200 milioni che hanno aiutato il gruppo a liberarsi di alcuni debiti per poi far ritornare agli azionisti svariati miliardi di guadagno.

Non pago, Pistorio decide di quotare la società in borsa perché certo che questo passaggio sarebbe stato fondamentale per l’auto finanziamento e per poter crescere. Nonostante le dimensioni ridotte del gruppo, rispetto a competitors Americani, nel 1995 furono stabiliti i primi obiettivi tra cui quello che di diventare tra i primi fornitori mondiali e di essere una società leader nel campo della responsabilità ambientale entro il 2020.

Pistorio va in pensione nel 2005 e con il suo ultimo anno di gestione lascia una società con un fatturato di 8,8 miliardi di dollari. Tra le cose di cui va più fiero l’ingegnere di Agira è che non c’è stato mai un incidente sul lavoro durante la sua amministrazione e ha dimostrato ampiamente che la responsabilità ambientale paga (“green is the new black”).

Dopo la pensione si dedica nella creazione della Fondazione Pistorio, un’organizzazione senza scopo di lucro con sede a Ginevra, avente lo scopo di fornire assistenza nel campo della salute, della nutrizione e dell’educazione, sia attraverso l’aiuto diretto che attraverso donazioni, sostegno finanziario, carità umanitaria fornendo assistenza ai bambini, in particolare nelle regioni meno avvantaggiate sulla terra colpite da guerre o da disastri naturali.

Pistorio è riuscito a portate la cultura aziendale statunitense in una società di stato attraverso l’esempio perché “è contagioso e rimane impresso”. Una reazione a catena prodotta anche dal libricino “share values” in cui erano esplicitati i valori dell’azienda voluto da Pistorio che incoraggiò i manager a portarlo sempre con sé.

Pistorio è convinto che queste piccole cose facciano la cultura e permettano di remare tutti nella stessa direzione per fronteggiare le sfide del mercato. Non ha fatto degli studi accademici per il management aziendale, ha imparato tutto sul campo grazie all’esperienza della Motorola. Secondo Pistorio, la propensione del governo in uno stato imprenditore è possibile ma solo per azioni di risanamento, senza creare parassiti e solo per un periodo limitato.

Ma l’unica soluzione per un’attività è quella che le fonti di finanziamento siano i profitti. L’Italia è un paese di grandi talenti ma è ostacolata delle problematiche come la burocrazia, i tempi della giustizia e il terribile fenomeno dell’evasione fiscale.

Eliminando l’uso del contante si recupererebbero 200 miliardi utili a colmare le forti disuguaglianze economiche che si sono create in questi anni. La più grande sfida dopo il Covid19 sarà la crisi economica mondiale che può provocare molti più morti della pandemia e innescare gravi problemi dal punto di vista della pace sociale.

Va riaffrontato il tema della ripartenza economica facendo debiti, da ripagare, purché si investa su progetti produttivi. Una trasformazione del modello economico occidentale perché soffre della grande disuguaglianza tra i molto ricchi e i più poveri (26 persone posseggono la stessa ricchezza di 3 miliardi) inaccettabile da un punto di vista morale e materiale.

La democrazia sarà messa sotto attacco da questi problemi, in Italia serve la patrimoniale come in altri paesi come la Francia.

L’Europa sarà il modello per il modello, l’unico vero sistema macroeconomico erede della cultura greco romana, capace di impersonare i valori di democrazia occidentale come nessun altro può fare. I giovani devono avere sempre dei modelli a cui ispirarsi.


La sintesi di questo incontro è stata redatta da Roberto Strignano

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