Martedì 19 gennaio – Il Futuro dei Viaggi – Francesca Benati

Quando e come torneremo a viaggiare? Ci sentiremo sicuri nel prendere un volo aereo? Quale il ruolo del digitale e dell’innovazione tecnologica nella ripresa del settore?

Sono solo alcune delle domande cui proveremo a dare risposta con Francesca Benati, Senior Vice President Online Travel – Western Europe, Middle East and Africa & Managing Director Italy at Amadeus. Amadeus, è un’azienda leader nella distribuzione e fornitore di tecnologie avanzate per l’industria globale dei viaggi e del turismo per cui dispone di dati, informazioni e analisi che posso aiutarci a comprendere la situazione e il suo evolversi.

Il Turismo è, infatti, uno dei settori economici che ha subito il più forte impatto negativo per l’attuale pandemia: viaggi, ristorazione, esperienze e servizi complementari, pernottamenti, voli, agenzie di viaggio, ma anche eventi, congressi, fiere, spettacoli e cultura stanno soffrendo una crisi senza precedenti. L’UNWTO (United Nations World Tourism Organization) prevede un triste consuntivo per il 2020: gli arrivi internazionali hanno avuto un calo dal 70% al 75%. “Il turismo globale è tornato ai livelli di 30 anni fa, con un miliardo di arrivi in meno e una perdita di 1,1 trilioni di dollari di entrate internazionali. Questo massiccio calo del turismo dovuto alla pandemia potrebbe comportare una perdita economica di 2 trilioni di dollari nel Pil mondiale”. In Italia, la perdita è pari a 53 miliardi di euro. E per il primo trimestre del 2021 le previsioni parlano di ricavi inferiori di quasi 8 miliardi rispetto al 2019. Un danno economico enorme per un settore che da noi vale(va) il 13% del nostro PIL, il 14,9% dell’occupazione e il 7,9% dell’export totale, nel 2019.

Guardando al futuro, emerge come trend chiave la digitalizzazione supportata dall’evoluzione tecnologica, sia per le compagnie aeree sia per il turismo in generale. Secondo una survey proprio di Amadeus, l’84% delle persone intervistate, 4 su 5, afferma che la tecnologia aiuterebbe a ripristinare la fiducia nel viaggio e a ridurre le paure nei prossimi 12 mesi.

Dalla biometria, alla tecnologia cloud e all’intelligenza artificiale, la digitalizzazione diventa il driver principale di trasformazione per il turismo e il motore di un cambiamento profondo nel settore.

La domanda di sicurezza spinge infatti la tecnologia touchless: Cathay Pacific offre check-in senza contatto, gate biometrici all’imbarco e servizio pasti modificato per ridurre il contatto con l’equipaggio; la catena alberghiera olandese citizenM ha lanciato un’applicazione mobile intelligente per offrire ai clienti soggiorni contactless nei suoi hotel con check-in e check-out digitale; Emirates ha lanciato un percorso biometrico integrato presso l’aeroporto internazionale di Dubai (DXB). 

Il percorso utilizza la più recente tecnologia biometrica, un mix di riconoscimento facciale e dell’iride che garantisce ai passeggeri un viaggio igienico senza contatto, riducendo l’interazione umana e ponendo l’accento sulla salute e la sicurezza.

Ma prima ancora delle soluzioni servono strategie per un turismo che va reinventato, servono dati (Big Data) e analisi che forniscano in tempo reale le informazioni su mercati e comportamenti: la competitività futura si giocherà sulla capacità di prevedere la domanda e personalizzare l’offerta.

Sarà in grado l’Italia, nelle sue componenti privata e pubblica, di giocare questa importante partita digitale? Saremo in grado di gestire i pericoli derivanti per la privacy? Quali i rischi di concentrazione ulteriore del mercato nelle mani dei grandi player tecnologici? Questi alcuni interrogativi/stimoli, molto cari ai Copernicani, che l’incontro vuole lanciare. Grazie allo scenario che ci illustrerà Francesca Benati, intervista da Roberta Milano, avremo più chiare le dinamiche, i rischi e le opportunità del turismo.


Link e approfondimenti:

Amadeus è leader nella distribuzione e fornitore di tecnologie avanzate per l’industria globale dei viaggi e del turismo. L’azienda è strutturata intorno a due aree: il suo sistema di distribuzione globale (GDS) e la sua attività di Information Technology. (sito amadeus.com).

Francesca Benati, è stata inserita da Corriere Innovazione tra le dieci manager digitali del tech in Italia.

L’associazione Copernicani a BTO 2020, Buy Tourism Online, in un dibattito su Riconoscimento Facciale nel turismo

Il viaggiatore è diventato agente di sé stesso

È ormai noto che la crisi pandemica ha messo in ginocchio l’intero settore del turismo ma non tutti sanno quale sia la valenza di questo asset.

Per constatarne la grandezza bisogna partire dai numeri, vale circa il 13% del PIL, copre il 14 % dell’occupazione in Italia tra diretto, indiretto e indotto e contribuisce all’8% dell’export.

In linea molto generale, è possibile declinare il turismo in due componenti, Air Transport e Hospitality ed attualmente nessuna sta godendo di ottima saluta pe colpa del Covid19.

Non c’è nessuna nazione che possa dirsi scevra da questo tipo di impatto. Il mondo è di fatto in uno scenario di quasi lockdown totale e per analizzare quanto queste limitazioni stanno influenzando il mercato del trasporto aereo sono state definite alcune metriche: Set capacity, Load factor e RPK. La prima indica quanti aerei restano a terra, la seconda quante persone occupano i posti disponibili e la terza è l’acronimo di Revenue Passenger Kilometers ed indica i chilometri percorsi dai passeggeri paganti.

Il traffico aereo è divisibile in due categorie: domestico e internazionale. La pandemia ha messo in grave difficoltà quello internazionale, mentre quello domestico ha avuto delle riduzioni ma ha continuato il suo normale esercizio. Per tale motivo, l’indotto Americano del trasporto aereo è stato poco colpito grazie alla massiccia presenza di voli domestici interni tra stati.

Tutt’altra situazione in Europa, caratterizzata dalla presenza di moltissimi voli Internazionali che non sono stati effettuati. Neppure l’Hospitality registra una rosea situazione, c’è stata una piccola ripresa verso settembre 2019 ma è un campo economico fortemente in difficoltà.

Per fronteggiare la crisi c’è stato un ripensamento totale delle politiche di prezzo, infatti la rifocalizzazione sulle strategie di pricing per il settore alberghiero è uno degli elementi fondamentali su cui si dovrà appoggiare la ricrescita nei mesi avvenire.

Nonostante la pandemia, il prezzo del viaggio rimane ancora il fattore determinante per l’acquisto di un’esperienza travel. Secondo le previsioni di ripartenza forniti dalla IATA (International Air Transport Association) si recupererà l’intera produttività solo nel 2024 ma nonostante tutto analizzando il travel sentiment si è capito come gli italiani sono molto positivi e hanno un’enorme voglia di tornare a viaggiare al più presto possibile.

Per chi è riuscito a conservare il lavoro, la crisi ha ampliata la disponibilità economica dedicata ai viaggi tanto che il nuovo trend è il “viaggio della vita”, quindi una pianificazione a lungo spettro in un posto sempre desiderato.

Grazie ad una ricerca condotta con CheckmyTrip, un’app di viaggio, è stato anche evidenziato un altro dato interessante, ovvero che la pandemia ha cambiato l’approccio alla tipologia di viaggio. Basta con viaggi confezionati ma si preferiscono i “tailor-made” per un’esperienza unica con poche persone.

La personalizzazione è uno dei temi centrali individuati per aumentare la competitività dei player del settore, infatti bisogna capire come andare incontro alle mutate esigenze del viaggiatore con una proposta più flessibile.

Il last second non è più così in voga perché i viaggiatori si ritrovano nella totale incertezza determinate sia dalle regole di healthy e safety sia delle politiche di cancellazione molto fluide. Si ha la necessità di una pianificazione più chiara, non per incapacità di gestire l’imprevisto ma in relazione alle informazioni necessarie per l’esperienza travel.

Come in molti settori, il Covid19 è stato un grande acceleratore tecnologico che ha portato alcune modifiche che rimarranno in modo strutturato anche dopo la pandemia. Innanzitutto, l’automatizzazione spinta di tutti i processi nell’esperienza di viaggio, dalle tecnologie touchless e biometriche per velocizzare l’imbarco al gate all’online check in per saltare le lentezze del front desk presso le strutture ricettive.

Molte nuove forme di pagamento (Apple/Google Pay, WeChat, Paypal) e una nuova guest engagement come la voice assistant per la richiesta di servizi in camera.

Queste nuove forme tecnologiche permettono di carpire nuovi dati estremamente utili per fronteggiare gli scenari futuri. Le informazioni “classiche” usate per la predizione non sono più efficaci perché gli algoritmi previsti non riescono a gestire una curva così imprevedibile e schizofrenica tipica di questo periodo pandemico.

I modelli basati sulle market share non sono più attendibili, un cambiamento radicale dei rapporti di forza. Bisogna affiancare alle fonti tradizionali anche nuove fonti che diano una fotografia più aderente alla realtà, per esempio nel campo degli acquisti si possono considerare anche i data travel shopping (es. spese carte di credito).

Più si è creativi, più si riesce a trovare migliori strategie predittive.

Con questi nuovi paradigmi, l’impatto sulle compagnie aeree è immenso, richiede uno stravolgimento dell’infrastruttura sia commerciale sia operativa per gestire una mole di dati continuamente in aggiornamento.


La sintesi di questo incontro è stata redatta da Roberto Strignano

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