L’emergenza educativa nelle STEM – Ersilia Vaudo Scarpetta – martedì 9 giugno alle ore 21

Proseguono i #DialoghiCopernicani, martedì 9 giugno alle ore 21, incontreremo Ersilia Vaudo Scarpetta, astrofisica e membro di International Women’s Forum e di Women in Aerospace Europe che ci parlerà dell’emergenza educativa nelle STEM acronimo di Science, Technology, Engineering and Mathematics, termine utilizzato per indicare le discipline scientifico-tecnologiche e i relativi corsi di studio.

Impariamo la matematica come legge dell’universo

L’emergenza educativa nelle STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) è strettamente correlata alla tipologia di futuro che ci aspetta.

Ne è convinta Ersilia Vaudo Scarpetta, astrofisica e Chief Diversity Officer dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), la raffigurazione pertinente di come una donna possa approcciare la scienza, anche la più complessa.

La narrativa sulle STEM non può prescindere dalla situazione del capitale umano nel nostro paese. L’enorme povertà educativa contraddistingue sempre di più le giovani generazioni, non ci sono progressi in diverse aree cruciali su cui si baserà il prossimo futuro.

Questa situazione ha portato all’aumento di disuguaglianze mentre l’ascensore sociale, specialmente in famiglie non abbienti, è fermo. Solo il 19% degli adulti (25-64 anni) i cui genitori non hanno un titolo di studio d’istruzione secondaria superiore hanno terminato gli studi ad un livello più alto. Enormi sono anche le forti differenze, su base territoriale, dei livelli minimi di formazione.

Il nostro paese non è capace di valorizzare le competenze: i dati Eurostat evidenzia che il 38% dei laureati non è occupato sebbene il totale di chi consegue una laurea è al di sotto della media OCSE, circa il 20% della popolazione. Inoltre, un laureato non considerato un reale valore economico aggiunto sul mercato, non c’è la percezione del ritorno dell’investimento in formazione soprattutto nelle famiglie a reddito basso.

La domanda di professioni con competenze STEM è in grande crescita, circa il 20% delle nuove occupazioni entro il 2025. Esiste una forte associazione salario orario e livelli avanzati di competenze matematiche.

Purtroppo, quest’area cognitiva è frequentata da pochissime ragazze, tanto da definire il problema di gender gap che, se non colmato in futuro, porterà ulteriore regressione nel nostro paese.

Avere una certa confidenza nelle STEM accompagnata dallo sviluppo di tutta una serie di competenze (soft skills) su cui si baseranno i mestieri di domani, non ancora percettibili oggi. Parliamo di intelligenza emotiva, creatività, capacità comunicative che possono garantire un’opportunità per le donne a ricoprire ruoli più importanti.

Fortunatamente nel mondo digitale, le donne sono più apprezzate e pagate, probabilmente perché hanno una predisposizione nelle sopracitate soft skills.

Si apre un percorso di empowerment ed emancipazione per le donne all’interno della carriera nel digitale.

Dal 2012, nel nostro paese, è iniziata una rivoluzione nel campo dell’istruzione, più donne che uomini riescono a conseguire una laurea, in particolare il 56 % in Italia.

Nonostante questo primato, fuori dall’ambito formativo inizia una graduale perdita dei talenti femminili. Dopo la laurea, gli uomini hanno più facilità nel trovare lavoro, hanno maggiore probabilità di fare carriera e a parità di competenze e occupazione, hanno una retribuzione maggiore.

Una delle soluzioni per invertire questo trend è quello di puntare sulle materie STEM, attualmente in prevalenza maschile e in particolare si evidenzia una carenza del genere femminile nell’area ingegneristica e matematica. Tendenzialmente le poche donne STEM sono più orientate verso la medicina e la biologia.

Questo gap di genere non è una questione di capacità intrinseca, secondo uno studio di Nature, le qualità cognitive e le potenzialità nell’apprendimento rimangono uguali fino agli 8 anni, a prescindere dal sesso, dopo i quali le differenze si amplificano per conseguenze di carattere sociali, familiari e formative in cui tendenzialmente inizia la scollatura dell’identità STEM nelle bambine.

Quindi intervenendo in questa tenera età, si potrebbe rafforzare e cambiare il modo d’approccio alle materie scientifiche garantendo un interessamento anche nel genere femminile.

La responsabilità è da far ricadere negli stereotipi che influenzano le scelte in termini di percorsi. Spesso la colpa è da attribuirsi alle aspettative del contesto che conformano la mentalità delle bambine (es. il bambino ingegnere e la bambina maestra).

Il G7, tenutosi a Taormina, ha riconosciuto per la prima volta il valore economico della gender equality, approvando una roadmap che permette una maggiore inclusione ed accesso alle donne nelle materie STEM.

Tante iniziative nel mondo vertono a questi obiettivi, per esempio la Francia ha definito l’insegnamento delle materie STEM, alle donne, come priorità nazionale.

A prescindere dall’età bisogna investire in questo settore, è necessario un cambiamento radicale culturale secondo cui formarsi durante tutta la vita è indispensabile, il cosiddetto long life learning.

Si può pensare ad una sinergia giovani e anziani per la trasmissione delle competenze,

I cittadini che vengono lascianti indietro in matematica, sono meno sicuri di sé stessi e tendono a delegare

afferma Scarpetta.

Il vero cambiamento arriverà quando le donne occuperanno determinati ruoli in ambito STEM.


La sintesi di questo incontro è stata redatta da Roberto Strignano

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